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Aci S. Filippo
lUOGHI DA VISITARE
1)Reitana
Oggi questa contrada è famosa è famosa per i suoi lupini, proprio quelli di cui si carcò la Provvidenza di Bastianazzo in quel Malavogliano giorno di Settembre traditore...apparso peggio dell'anima di Giuda...
Alfio Fichera la definì: contrada silenziosa e romita ove par che il temposi sia fermato ascoltando le vecchie istorie che l'acqua che ivi sgorga, "la flumara Regitana" narra alle nuvole ed alle stelle nel suo perenne cammino...
Al posto dell'attuale e "moderna" piazzetta si trovava (forse è stato solo ricoperto dall'asfalto) un incantevole lavatoio medievale in pietra lavica di cui si serviva tutta la gente del circondario. Sul suo pianoro, fra l'Etna e il mare, che è un grande bacino naturale, confluivano i deflussi idrici di grossa parte del versante sud orientale dell'Etna, i quali sommati alle acque di numerose sorgenti locali, che qui affioravano per la presenza di terreni argillosi, formavano una grossa fiumara capace di azionare ben 17 mulini che dal pianoro arrivavano al mare. Parecchi sono ancora in ottime condizioni ed interessanti da vedere insieme al percorso naturalistico in cui sono incastonati.
3)Eremo di S. Anna
Su di un'amena altura circondata da una folta selva di querce, intorno alla metà del XVIII secolo, Fra Rosario Campione, insieme ad altri confratelli costituì il primo nucleo della futura comunità agricola dell'Eremo S. Anna.
Mons. Bella così la descrisse: Il prospetto è semplice e guarda il Levante (...) Due Serafini di marmo stanno alla porta con le pile dell'acqua benedetta (...) L'altare maggiore, unico nel suo genere in Sicilia, è tutto di rame fuso color giallo, adorno nei gradini, nelle fronti e nei piani di marmi diversi, incassati nello stesso rame ed in ottimo disegno: otto colonnette dello stesso rame di finissimo lavoro e dorate a fuoco adornano il prospetto del tabernacolo, il quale si apre a ruota; nell'interno è così ricco, così bello, che pare la meno indegna stanza che gli uomini possono apprestare all'Altissimo. Il tutto poi così mirabilmente riluce, che gli occhi non si possono trarre dal mirarlo e rimirarlo.
Ma più che il prospetto, più che l'altare, più che il monastero, il visitatore rimarrà affascinato e rapito dal religioso silenzio, dalla spiritualità che quelle mura e la natura circostante ancora infondono.
4) La chiesa matrice
...In essa i giurati venivano rivestiti delle loro cariche, i principi prendevano possesso del loro territorio, il vescovo esordiva la sua visita pastorale ed il S. Uffizio emanava le sue scomuniche...
Affermasi esserle stati attribuiti diritti parrocchiali dai vescovi di Catania sugli altri municipi fin dai tempi antichi, dalla prima chiesa fondata dopo la cacciata dei Saraceni.
(D. Reitano)
5) Chiesa di S. Venera al pozzo
Una chiesa dedicata a S. Venera, vergine e martire dei cattolici esisteva in questo sito già nel lontanoXIV sec., fu riedificata intorno alla metà del 1600 e ristrutturata di recente. Presentava, anticamente, secondo l'attestazione degli antichi, nella sua cappelletta a volta nel di dietro, una S. Venera dipinta alla greca.
6) Le Terme Romane
Il plesso archeologico dello stabilimento termale, dalle tipiche volte a forma di botte, viene fatto risalire al 1° sec. dell'era cristiana. Doveva essere molto salutare ai suoi tempi scrisse il principe di Biscari incontrandolo (...) ed era molto ingegnosamente formato...
2) Torre Casalotto
Posta sul monte Pileri, mitica sede dei Ciclopi, si affaccia dominando gli scogli di Trezza la rocca Saturnia e tutta la costa siciliana da Messina al promontorio Megarese. E' in uno stato di completo abbandono. Su questi colli ed in queste valli, con l'Etna per sfondo, fiorì la poesia pastorale.