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Euripide

Aci Antico > Autori - Un parco letterario

Sileno:
(...)
E giā si navigava accanto a Malča, quando un vento di Levante, soffiando forte sul legno marino, ci gettō contro questa rupe etnea, dove stanno, in caverne solitarie, i Ciclopi cannibali, i monocoli figli del dio mare. Uno di loro ci ha presi, e adesso siamo in casa sua, schiavi. Il suo nome č Polifemo, e, in luogo dei tripudi bacchici, il nostro compito č di pascere le greggi di quell'empio d'un Ciclope(...)
Sileno:
Salve straniero, di ' chi sei di dove.
Odisseo:
D'Itaca, Odisseo, re di Cefalonia.
Sileno:
Un coso che t'introna. L'avo č Sėsifo.
Odisseo: Proprio cosė. Ma gli insulti risparmiali.
Sileno:
E donde vieni, per mare, in Sicilia?
Odisseo:
Vengo da Troia, dai travagli d'Ilio.
Sil
eno:
Co
me? Hai perso la strada della patria?
Odisseo:

M'hanno sbattuto qua venti e procelle.
Sileno:
Ah, la tua sorte č uguale a quella mia.
Odisseo:
Sei stato spinto a forza anche tu qua?
Sileno:
correvo dietro a chi rapė Dioniso.
Odisseo:
Che terra č questa e che gente vi vive?
Sileno:
L'Etna, il monte pių alto di Sicilia.
Odisseo:
E le mura e le torri dove sono?
Sileno:
Niente cittā: solo balze deserte.
Odisseo:
Ma la terra chi l'abita le belve?
Sileno:
No, i Ciclopi, in caverne, non in case (...)
Euripide, Il Ciclope, a cura di Filippo Maria Pontani

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