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Aci Antico > Autori - Un parco letterario
(...) "Si protende sul mare a forma di aguzzo e lungo cuneo un colle cinto dal mare da entrambi i lati. Qui andò un giorno il feroce Ciclope e vi si sedette al centro; il lanuto gregge pur senza guida lo seguì. E dopo aver posato ai suoi piedi il pino che utilizzava come bastone, ma tale da reggere antenne di nave, prese la zampogna, dalle cento canne; e tutti i monti,tutte le onde risuonarono di pastorali melodie. Io, nascosta sotto una rupe, accoccolata sul ventre di Aci sentivo da lontano il suo canto, di cui ancora ricordo le parole:
O Galatea, candida più del niveo ligustro, più florida di un prato (...) più gradita del sole d'inverno (...) più saporita dei frutti (...) più dolce dell'uva matura(...) più infida delle onde(...) più spietata di un serpente calpestato (...) se tu mi conoscessi meglio ti pentiresti di essermi sfuggita" (...)
Ovidio, Metamorfosi, Aci e Galatea, l. XIII, vv.778 e sgg.