Menu principale:
Aci S. Filippo
Un S. Nicola di scuola Antonelliana custodito nella Chiesa matrice
Funzione religiosa
Anni '60, "Il simulacro sosta in Piano S. Filippo per la tradizionale Trasuta o chianu"
Si trova già fra i miei ultimati lavori una ricerca storica su S. Filippo di Agira. Un argomento che forzatamente ho scelto di approfondire poichè molto spesso incrocia il mio percorso di vita e la storia di Aci S. Filippo. Troppe le cose falsate, e troppi i sorprusi che nel tempo sono stati perpetrati nei riguardi di questo paese per scegliere di lasciar perdere.
Meravigliosi gli slanci di fede che da sempre "risanano" le anime e i corpi della locale gente. Una speranza contro le ingiustizie, un conforto nelle sofferenze. Questo è stato S. Filippo. Fu un santo del primo secolo, del quarto o dell'ottavo? Fu siriaco, greco, monaco o sacerdote?
Ho scelto in questo contesto di farvi conoscere un brano tratto da una delle quaranta pagine dello stupendo panegirico recitato dal suo autore all'interno della chiesa madre di Aci S. Filippo verso la fine dell'Ottocento...
(...) Qui dove tutto parla di Lui, questo tempio, questi colli, queste aure, i vostri cuori, il nome dei vostri figli, le sue reliquie sante, e più di tutto, questo canto che si agita e freme in fondo al vostro cuore innamorato ed è come la ripresa di un inno imponente in fondo all'anima (...) Viva S. Filippo! Sublime il vostro storico evviva, o Signori, ripetetelo questo canto, che ha palpiti di gioia irrefrenata e pura; ripetetelo sempre; ma oggi vi erompa dall'anima più bello più ardente. Oggi? Venti Febbraio milleottocento diciotto? Ricordate questa data? Vi sono giorni nella storia di un popolo, che paiono singhiozzare, nei quali sembra che un'ombra del passato triste e paurosa si aderga e parli. Non sentite la sua voce tremenda in fondo al vostro cuore? E' l'ora; la notte ha disteso il suo velo lugubre, l'aria immobile e plumbea... non spira un alito di vento: è la terribile calma della natura atterrita dinanzi all'imperversare della tempesta!- Lontano nella campagna qualche uggiulare sinistro di cani... i vostri padri accudivano sereni alle quotidiane faccende. D'improvviso la terra, come tocca dalla mano di Dio, trema, sussulta, si squarcia, le mura delle abitazioni sembrano crollare, e gli abitanti esterrefatti si precipitano nelle strade (...) Se non che, o Signori, in mezzo alla comune sventura, dopo il primo momento di terrore, io odo il vostro paese concentrato in un plauso, in un canto di riconoscenza e di amore verso il vostro Eroe... io vedo i vostri padri sollevare con islancio inesprimibile sugli omeri il simulacro taumaturgo di S. Filippo. Che cosa era avvenuto?...